lunedì 7 maggio 2012

...And the story ends

"Dio d'un dio d'un dio!

Con queste parole, quasi trecento giorni orsono, si apriva il blog che ora voi state leggendo e che sempre ora, ma prima, io sto scrivendo. Era il 13 luglio dell'anno di disgrazia 2011: un Rykkebasta ingenuo e pieno di speranza si apprestava a partire alla volta della Terra dei Canguri, alla ricerca di lavoro, soldi e bella patonza, ma soprattutto alla ricerca della propria strada.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti - in senso letterale -- si ringrazia la scollaborazione del deus-ex-nubis che sappiamo. 
Sembra ieri che si affrontava la monumentale stolidità del dinamico duo Alecs-Ciarli, si sosteneva l'esame dell'ottottobre coi postumi di una notte brava (nel senso del Griso e del Nibbio), si lottava coi ragni al fianco di Charlie superstar, si sosteneva l'assalto brutale dei giuocatori onlain (Satana se li pucci tutti nel pinzimonio con l'olio bollente), si meditava sul sacro valore del Pregiudizio, si diffondeva la Parola di Rykkebasta nella terra di nova zelandia. Sembra ieri, e invece à già l'altro ieri.

La strada che Rykkebasta cercava si è conclusa in un cul-de-sac, o culo di sacco come dicono gl'francesi - una Barriera che respinge senza troppe distinzioni Estranei, Bruti e titolari di visto uorching olidei -- un muro a forma di guscio di Jinmen con tanto di facce in sovrimpressione --- ma non le facce delle vittime, bensiché quelle di tanti cinesi sdentati che par quasi sorridano e ti dicano 'dottolato fai da te? No scolalscip? Aiaiaiaiiiii'.

Ma come già Koji Kabuto prima di lui, Rykkebasta lotta, cade, e poi rimbalza. Potremmo chiederci se sempre vincerà, ma aspettiamo di parlarne col Generale Nero. Il futuro assomiglia alla mano sinistra di Capitan Uncino: se lo guardi dritto sembra un punto interrogativo, ma se lo guardi meglio vedi che è proprio un uncino, e se lo prendi nel buco sbagliato rischi che ti fai male.

Il passato invece assomiglia a un brodo di verdure, e in effetti c'è una ragione se si chiama passato. Per un carnivoro convinto (oltreché tentato-capricida) come Rykkebasta, il nutrimento degli erbivori non ha una grande attrattiva. E in effetti ogni singolo pezzetto verduroso, da solo, non è granché. Ma presi tutti insieme (e conditi con abbondante parmigiano), i pezzetti di verdure fanno il passato, che in fondo non è male, e soprattutto si dice faccia bene alla salute.
Nel passato di verdure australiane appena sorbito da Rykkebasta non c'è molto parmigiano, ma ci sono dei pezzetti che senza dubbio gli mancheranno. Gli mancherà il mare a un tiro di schioppo dal lavoro, le mattinate al pub, i barbechiù in spiaggia, il senso di illegalità che accompagnava le bevute per strada e al parco, gli stipendi faraonici di un operator di coll senter, il 3x2 sui mango e gli avocado, la Nuova Zelanda a quattro ore di volo, le strade affollate di cinesi (no dai scherzo) e l'incrollabile attitudine no-worries, quella che pure se fai saltare in aria una centrale nucleare no worries mate, ci pensiamo noi (e in effetti ci pensano, loro, con molta simpatia anche, ma poi ti lasciano a raccogliere le scorie da solo perché loro s'ha da preparare il barbechiù di sabato). 
Sì, gli mancheranno tanti pezzetti, e fra tutti gli mancherà scrivere questo blog. Perché ora che Rykkebasta è tornato d'in su la vetta del di là dal mare, questo blog è giunto alla sua conclusione. 
Doveva essere solo uno sfogo, ed è rimasto solo uno sfogo, ma non avrei mai pensato che sarebbe durato tanto a lungo, o che sarebbe rimasto qualcuno disposto a leggerlo. Non so nemmeno se ringraziarvi o domandare se siete matti.

 Ora la musica è finita, il sipario cala, le luci si spengono, la sala si svuota. Quando tornate a casa, date un high five ai vostri bambini, e dite loro "questo è l'high five di Rykkebasta". E se volte potete dire anceh: "avrebbe voluto darvi pure cinque dolla, ma deve ancora tornargli il rimborso delle tasse".

Ok, ora la smetto. Davvero.


He drew a deep breath. 'Well, I'm back', he said.

venerdì 4 maggio 2012

L'ultima avventura di Rykkebasta

E' uno splendido mattino d'autunno sulle Blue Mountainz, di quei mattini che fa 25 gradi e dici: oh, ma allora in Australia è vero che fa caldo anche quando fa freddo. Decidi di fare un passeggiata fino a quel punto panoramico laggiù in fondo, che i turisti non ci vanno perché è troppo lontano. E infatti dopo un pezzo che scarpinate i tuoi amicici girano i tacchi e dicono "oh, noi si torna all'ostello, che abbiamo la stanca".

Ma quanto tu sei Rykkebasta, non torni all'ostello.

Decidi di continuare da solo (errore), lasci la mappa ai compagni (errore) e ti incammini fiducioso nelle buone condizioni del cielo (errore).
Non hai fatto duecento metri che all'orizzonte si cominciano a intravedere delle nuvole. Ma non le nuvolette bianche da cartolina: le nuvolacce nere da "ciao Rykkebasta, ti ricordi di me?".

Ma quanto tu sei Rykkebasta, delle nuvolacce nere che si ricordano di te te ne infischi.

Prosegui quindi lungo la tua strada, fischiettando spregiudicato i motivetti di 'Problem Child' e 'Shoot To Thrill'. Cammini. Cammini.
Cammini.

Cammini.

Arrivi in vista di una vista. Bella, strabella e bellissima. Cominci a fare un video perché è una roba che la devono vedere anche a casa tant'è vero che per poco non precipiti di sotto perché sul lastrone non c'era il parapetto.

Ti siedi un momentino.
Rifletti un secondo momentino sulla sottile linea marrone che ti ha separato dal temuto 14, ovvero per i non bilingui una disdicevole fine spalmato fra rocce e fango.
Quanto ti ripigli, realizzi di non avere salvato il filmato (e forse è meglio così, in considerazione del moccolo in francese pronunciato sull'orlo del baratro), scatti due o tre foto stando ben lontano dal ciglio del lastrone, poi ti accingi a tornare all'ostello. Ed è lì, quando ti accingi, che l'inseparabile compagno di viaggio dalla sgrullata facile e dal sorriso sornione ti coglie alle spalle.
Certo, quando sei Rykkebasta, agli scherzoni del Pluvio ormai ci hai fatto l'abiudine. Perciò estrai dalla tasca il tuo impermeabilino tascabile e forte della protezione di un sottile strato di cellofan giallo ti incammini nella direzione in cui pensi che si trovi l'ostello.

Non hai pensato, ingenuo Rykkebasta, che il Pluvio di questa tua vulnerabilità è senz'altro consapevole, ed è svelto a scatenare IL DILUVIO.
Non hai pensato nemmeno, imprevidente Rykkebasta, che l'impermeabile tascabile è tascabile per una ragione, e la ragione è che ti protegge solo dalla cintola in su. Dalla cintola in giù sei abbandonato alla furia degli elementi: la risultanza è che il colore delle tue brache cambia da beige chiaro a marrone scuro, mentre guadagni 5 chili extra sotto l'ombelico - e certo non di quei chili alla Rocco che ti fanno sentire sgamato con le patatine, bensì quei chili alla Nonna Papera che ti fanno sentire che era meglio se tornavi con i tuoi amicici.
Soprattutto, stolto Rykkebasta, non hai pensato che la mappa per l'ostello ce l'hanno proprio i tuoi amicici, i quali ora probabilmente si stanno sorseggiando un tè caldo davanti al camino, mentre tu, col tuo proverbiale senso del disorientamento, annaspi nell'inondazione che improvvisamente si sta riversando sulle strade.

Ciò nonostante avanzi caparbio attraverso il muro d'acqua ("muro d'acqua!"), chiedendoti se convenga di più ripararsi sotto un albero o abbetterlo per costruirsi una zattera. Fino a che, in qualche modo, arrivi alla stazione di Leura, che è il paesino prima del tuo ostello. Ed è lì che diventi arrogante.

Dopo esserti preso in testa il diluvio multiversale, ti accorgi infatti di due circostanze curiose: la prima è che una fermata di treno costa una marea di dolla (e tu stai risparmiando perché fra pochi giorni tanto vai via e non ha senso girare con tanti dolla), la seconda è che la pioggia sta diminuendo. Quindi sorridi smargiasso e dici "sai cosa ti dico? adesso me la faccio a piedi". Ma la sorte bislacca, travestita da piscina incombente dall'alto, è lì che ti aspetta.

Aspetta che tu ti si allontanato abbastanza dalla stazione dei treni, e che sempre tu entrato in un locale (l'edificio) per chiedere a un locale (il figuro) se la strada è quella giusta, e che il locale (il figuro) ti abbia risposto "sì certo sicuro vai tranquillo di qua che in 10 minuti arrivi", e che nient'altro che tu sia uscito dal locale (l'edificio) avventurandoti baldanzoso per la campagna australe.
Aspetta fino a che non scatta il momento di IL DILUVIO DUE.

E siccome piove sempre sul bagnato, e ri-siccome i tuoi calzoni sono fradici, ottieni che su di essi piove con particolare accanimento, e pure sulle scarpe e nei calzini e nel midolleo osso.

A quel punto usi la tua Arte Citeriore Ramas del Ajutodovesono e ti perdi definitivamente. Nel senso che giri da una parte e finisci in un vicolo cieco. Allora giri da un'altra parte su per una salitona e finisci in un altro vicolo cieco. Allora torni indietro, giri e rigiri di qua e di là, prendi una caterva d'acqua, giri di là e di qua, prendi un'altra caterva d'acqua e finalmente vedi il cartello della stazione.

La stazione di Leura.

Sicché paghi il tuo stracazzo di biglietto e torni a casa in treno. Tanto fra due giorni sono nella stracazzo di Bologna e ci sono gli stracazzo di portici, come in tutti i paesi civili.


By Poseidon's hand
Flood of destruction
Remembered by all
Though most have forgotten
Atlantis' Fall

martedì 24 aprile 2012

The heady sound of epic fail

 

Amici, amiche, parenti e affini,

siamo qui riuniti per una importante annunciazione. L'annunciazione riguarda il più sordido mistero della storia dell'uomo (di Neanderthal) dai tempi dell'enigma dell'uovo e della gallina - vale a dire: quando tornerà in Italia Rykkebasta?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro. Mesi fa Rykkebasta aveva compiuto sacrifici di tasca e di sonno per prepararsi al fantomatico esame dell'ottottobre. Nonostante si presentasse in condizioni increscevoli e stomacose, il candidato superava detto esame fra frizzi e lazzi.

Ciò gli consentiva di dedicarsi a ulteriori ambiziosi progggetti. Nelle settimane successive, infatti, Rykkebasta preparava una domanda per un dottorato e relativa borsa di studio presso l'università di Sydneyland. Stendeva un progggetto gagliardo come la sfoglia dei tortellini, lo riempiva con un gustoso ripieno di referenze (rigorosamente auto-compilate, come è uso nei peggiori bar di Caracas e in tutte le università italiane), infine lo metteva a cuocere nel brodo scoppiettante della speranza.

A distanza di alcuni mesi, Rykkebasta riceveva tre distinte risposte, ciascuna diversa per forma, contenuto e conseguenze.

La prima risposta, che potremmo chiamare risposta-ciambella-alla-crema, era un giocondo "sì" da parte dell'università di Sydneyland, che offriva al vostro corrispondente da Cangurolandia preferito tre anni di dottorato presso la facoltà di letteratura. Gloria, gloria nell'alto dei c...

Fermi tutti. Insieme alla prima risposta, Rykkebasta ne riceveva anche una seconda: la chiameremo "il clistere di Damocle". A differenza della più nota spada, il clistere di Damocle non pende sulla testa, ma sta caricato su uno speciale marchingegno a molla proprio sotto al popò. Essendo la molla tenuta da un filo molto sottile, basta un colpo di vento o una mosca birichina perché il clisterone scatti e purghi il malcapitato. 
Tradotto nel linguaggio dell'uomo della strada: vieni pure a fare il dottorato da noi, Rykkebasta, ma sappi che ti costerà un scherzo tipo TRENTAMILA DOLLA SONANTI, in biglietti da cento numerati non consecutivi, da pagare entro il cinque maggio, ogni anno per tre anni, grazie.

Dopo un rapido sopralluogo presso le maggiori banche locali a scopo potenziale rapina, Rykkebasta si convinceva che l'unica speranza per evitare esborso, clisterone e/o galera risiedeva in una scolarship - o pecora dello scolaro, come la chiamano gl'inglesi. La pecora dello scolaro, infatti, ha un vello prezioso quanto il vello del Vello d'oro: tanto prezioso da coprire interamente le spese del dottorato e garantire pure un extra per il dormire e il mangiare durante gli studi.
L'attesa della fatale sentenza era rinfrancanta da amici e addetti ai lavori, pronti a sostenere il candidato dalla tasca vuota con incoraggianti ventate di ottimismo, che comunque di borse di studio qua se ne danno a dozzine e in passato l'ha presa gente messa peggio di noi quindi dai dai dai che ce la facciamo. 
Ma l'ottimismo, come è noto, è il profumo della vita, e la vita, come è egualmente noto, sa di sterco di vacca. 
Perciò Rykkebasta, naso fino e animo previdente, si premuniva di apposite mutande in acciaio inox, dopodiché superava gagliardo le varie selezioni e si qualificava per le ambite fasi finali, senza mai perdere d'occhio l'infingardo clistere di Damocle.

E' a quel punto che prendeva nei denti un termosifone in ghisa.

Il termosifone in ghisa era il costume di scena scelto dalla terza risposta, che era un no. Vuoi che finalmente è arrivata LA CRISA anche nella terra dei canguri, vuoi che ma ti pare che investiamo sulla letteratura lol, vuoi che LA LUNA NERA, fatto sta che le dozzine di pecore dal vello d'oro si volatilizzavano nel nulla - ne rimanevano solo cinque o sei, che finivano sbranate da lupi di dipartimenti più iea, tipo gl'ingegneri o gl'iconomisti, o robe così.

Ma, come già ebbe modo di dire una volta, Rykkebasta non solo non si spezza ma neppure si piega, e mentre il clistere di Damocle si infrange su un invincibile mutandone d'acciaio, noi si riceve il termosifone in ghisa sui denti col sorriso, e si guarda l'uva come la volpe tracotante che dice: "ma poi a me cazzo mi fragga dell'uva, a me mi piace la lepre colla salvia e la patata arrosta".

Ciò che accadrà in seguito, solo i posteri potranno saperlo. Ma intanto Rykkebasta torna in Italia. Appuntamento per il 6 maggio on the other side.

Stay tuned, o come dicono gl'inglesi: state tonnati.


I feel it's not what you got,  
But what your giving back means 
So much
Life's beautiful, 
And life sucks.
Hey if you like it or not,
So what, that's all we got.

venerdì 13 aprile 2012

Il brivido della differita pt. III: Le altre parabole di Aotearoa

L'enigma del bivio, parte prima

In quei tempi Rykkebasta alloggiava presso una grande fattoria in mezzo ai monti e la natura incontaminata che si chiamava Fuckaroro.
Un giorno camminando nei campi Rykkebasta giunse a un bivio. Presso il bivio si trovavano due donne. Una era alta e bella, l'altra invece era bella e alta.
Le due donne chiamavano Rykkebasta con voce di miele di manuka, ciascuna dalla propria parte.

Disse allora Rykkebasta: "Volentieri verrei presso di voi, belle fanciulle, ma sono rimasto a corto di contante, e nella campagna non hanno la macchinetta del bancomat"

Ma risposero insieme le donne: "Non sono i tuoi soldi che vogliamo, Rykkebasta."

La donna alta e bella fece un passo in avanti e parlò così: "Io sono la custode del sentiero della Bellavita. Vieni con me, e insieme proteggeremo i piccoli kiwi e le papere blu, che per queste terre vanno tristemente estinguendosi."

Allora Rykkebasta annuì e sorrise. Poi guardò la donna bella e alta. "E tu chi sei?"

Disse la donna bella e alta: "Io sono la custode del sentiero della Megamorte"

"E dove andremo se deciderò di percorrere il tuo sentiero?"

Rispose la donna bella e alta: "Andremo a sparare alle capre"

Disse quindi Rykkebasta. "Va bene. Ho deciso chi di voi seguirò"

E ora io vi chiedo, miei giovani discepoli, quale sentiero percorse quel giorno Rykkebasta, nella fattoria di Fuckaroro?

[fine della prima parte]



L'epica fiammeggiante battaglia fra Rykkebasta e l'Oscuro Sire, ovvero come NON aprire una noce di cocco

Un giorno Rykkebasta aveva acquistato al mercato una grossa noce di cocco. Egli la conservava per un momento speciale e la teneva al sicuro nella propria bisaccia.
Tuttavia, poiché il momento speciale tardava a venire e la grossa noce di cocco s'apprestava ad andare in malora, Rykkebasta decise di mangiarla in un momento normale, tipo a colazione.

Ora, nel corso dei suoi viaggi in giro per la terra di Cangurolandia, Rykkebasta aveva appreso un antico barbatrucco per infrangere facilmente la scorza delle noci di cocco, altrimenti ininfrangibile. Un anziano saggio gli aveva detto: "riscalda tu la noce nel forno alla temperatura di 20 minuti per la durata di 200 gradi: vedrai che essa ti si schiuderà al primo gentile colpo di martello".

Avrebbe voluto Rykkebasta mettere in pratica l'insegnamento dell'anziano saggio. Tuttavia in quei tempi egli si trovava presso un mostello della terra di Mordor, nelle cui cucine non si trovavano forni, ma diversi strumenti di natura blasfema e pernicioso impiego.

Fu così che per riscaldare la grossa noce di cocco Rykkebasta fu costretto ad affrontare il suo mortale nemico - il demòne Satànas Teknologikòs, il quale ora gli si manifestava nella forma di temibile forno a microonde.

Rykkebasta diffidava del forno a microonde, come di ogni stregoneria che riscalda le vivande senza 'l foco e la fiamma. Nondimeno, determinato a impiegare la sua grossa noce di cocco per il bene, raccolse la sfida.

Pigiò dunque tasti e numeri di cui non conosceva il significato, e numeri e parole blasfemi apparvero sullo schermo traslucido della tencologica diavoleria. Trovò infine un pulsante su cui risaltava minacciosa l'iscrizione:

TIMER

Pigiò anch'esso e nei caratteri della Lingua Nera scrisse: 20 minuti. Poi andò a imburrarsi una fetta di pane, di cui andava ghiotto.

Passarono i minuti, e Rykkebasta imburrava, e con pazienza attendeva.

Improvvisamente, grida di panico e schiamazzi di raccapriccio giunsero dalle cucine. 
Subito Rykkebasta comprese che l'Oscuro Sire minacciava i suoi giovani discepoli, e prestamente accorse in loro soccorso. Ed ecco ciò che vide.

Fumo nero infernale si levava dal microondulato forno, mentre ovunque discepoli impanicavano e raccapricciavano puntando dita sgomente contro il demònico macchinario.

"A me, demone malefico!", gridò Rykkebasta. E con un balzo fu innanzi al Nemico.

Sprezzante del pericolo ne aperse il ventre vorace, per trarre in salvo la noce prigioniera. Ma come il malefico portale fu schiuso, ecco liberarsi una enorme nuvola di fumo nero e caldo e mefitico, più nero delle nubi di tempesta, più caldo dei vapori dell'inferno, più mefitico di uno strombazzamento di natiche.

Tossendo e imprecando Rykkebasta afferrò delle presine. O meglio, avrebbe afferrato delle presine, se le avesse trovate. Ma presine non c'erano, né burazzi, né teli, poiché subdolo qualche servo del Nemico li aveva nascosti. Allora Rykkebasta imprecò di nuovo, e afferrò dei fogli di scottex, e svelto li bagnò nell'acqua fredda, e ratto come uno che si sta bruciando le dita estrasse la noce dal ventre dell'essere immondo. 
Infine richiuse il portale e lo sigillò con inviolabili sigilli, imprigionando al suo interno e per sempre il Male, vale a dire il fumo nero e caldo e mefitico che aleggiava (e che probabilmente è ancora lì che aleggia).

E mentre i discepoli tossivano e aprivano le finestre, e qualcuno diceva "grazie, nostro salvatore!", e altri dicevano "chi è quel coglione che---", Rykkebasta rivolgeva le sue cure alla grossa noce di cocco, che aveva conservato per un momento speciale e che sperava di consumare in un momento normale.

Ma era ormai troppo tardi. La grossa noce di cocco era carbonizzata, e mai più avrebbe biancheggiato alla luce di giorno.

Fu sepolta in un cestino dei rifiuti, attorniata da pochi intimi familiari, in una cerimonia sobria, come essa avrebbe voluto.

Morale 1
Con gli istrumenti dell'Oscuro Sire non esistono compromessi. Essi sono fatti per corrompere e distruggere, e vano è il proposito di chi spera di volgerli al bene.

Morale 2
Comunque in generale ricordati che i forni a microonde scaldano più velocemente dei forni normali.

 

 L'enigma del bivio, parte seconda

Avevamo lasciato Rykkebasta al bivio con due donne dal dire enigmatico.

Forse qualcuno dei suoi giovani discepoli ha pensato che Rykkebasta abbia infine scelto di seguire la donna alta e bella, la quale voleva condurlo a salvare kiwi e papere blu. Ma coloro che hanno pensato così si sono ingannati.

Forse qualcuno dei suoi giovani discepoli ha pensato che Rykkebasta abbia preferito seguire la donna bella e alta, la quale voleva condurlo a sparare alle capre. Ma anche coloro che hanno pensato così si sono ingannati.

Forse qualcuno ha voluto fare il brillante e ha pensato che Rykkebasta non abbia seguito nessuna delle due donne e che se ne sia tornato a casa senza salvare né sparare nessuno. Ma anche coloro che hanno voluto fare i brillanti si sono ingannati.

In verità vi dico, Rykkebasta seguì entrambe.

Infatti la donna alta e bella e la donna bella e alta non erano due, ma una e una sola - in effetti nemmeno alta, e moderatamente bella. 

Questa donna narrò a Rykkebasta la vera storia delle necrocapre selvatiche, avide divoratrici e insaziabili, anticamente portate in Nova Zelandia da uomini sciaguratissimi e imprevidenti. Esse necrocapre giorno dopo giorno distruggono il delicato ecosistema delle papere blu e dei kiwi. Accade così che per salvare gli uni si rende necessario sparare alle altre. Dice infatti il saggio che uno è il sentiero della Bellavita e della Megamorte, sì che non è possibile percorrere l'uno senza calpestare insieme anche l'altro.

Per la cronaca, dopo avere inseguito necrocapre selvatiche per colline fangose, boschi impenetrabili, impervi dirupi e ripide scarpate, oltreché dopo avere ferito il proprio corpo in molteplici fantasiosi modo urtando scivolando ruzzolando grazie alle innumerevoli opportunità distruttive offerte da Madre Natura, il novello cacciatore Rykkebasta esplodeva due soli miserabili colpi, in entrambi i casi mancando ingloriosamente il bersaglio.

Morale
Necrocapre 1, Rykkebasta 0

Morale 2




You fought hard and you saved and learned,
but all of it's going to burn.
And your mind, your tiny mind,
you know you've really been so blind.
Now 's your time burn your mind.

martedì 10 aprile 2012

Il brivido della differita pt. II: Le parabole di Aotearoa

La sassaiola di Raglan

In quei tempi Rykkebasta si trovava nel paese di Raglan nella Nova Zelandia. Rykkebasta girava il paese con i suoi discepoli e amava ciò che vedeva poiché gli pareva cosa buona e giusta. Ora Rykkebasta si trovava vicino alla costa di un fiume e guardava i bambini locali giocare. Dei bambini locali, alcuni nuotavano garruli nel fiume, mentre altri tiravano giocondi le pietre, sempre nel fiume. E quando le pietre scagliate dagli uni lambivano gli altri, tutti insieme i pargoli ridevano.

Domandò Rykkebasta: "Che giuoco state facendo, bei bambini locali?"
Risposero i bambini locali: "Vez, tiriamo le pietre nel fiume vez."

Disse ancora Rykkebasta: "Non avete paura di colpire gli altri bambini locali che nuotano garruli nel fiume, bei bambini locali?"
Risposero ancora i bambini locali: "Vez, è questo lo scopo del gioco vez"

Allora Rykkebasta assunse la postura della severità e disse: "Chi è senza peccato, scagli la prima pietra"

Allora i bambini locali guardarono Rykkebasta come chi ha capito una grande verità e tutti insieme annuirono.

Poi ricominciarono a tirare le pietre.


Morale 1
Quando ti chiedi perché gli aborigeni australiani sono stati spazzati via dai colonizzatori europei mentre i maori hanno costretto i medesimi a scendere a patti, ricordati che nel resto del mondo se sei brutto ti tirano le pietre, in Nuova Zelanda te le tirano a prescindere così cresci sano e forte. Se cresci.

Morale 2
Quando sentenzi sulla pratica di tirare pietre, ricorda che generalmente i bambini sono senza peccato.


Non aprite quella porta, ovvero 'lo sgamone di Uellinton'

In quei tempi Rykkebasta e i suoi discepoli si trovavano a Uellinton per festeggiare il compleanno del loro vetturino.
Erano giunti in un ostello di poco prezzo e ancor meno accoglievolezza. Le pareti delle stanze erano grigie e disadorne, eccetto che per un solo dipinto, che era lo stesso in tutte le stanze.
In effetti, non si trattava proprio di un dipinto, bensì di una insegna, sulla quale erano scritte parole nella lingua di Mordor, che non ripeterò qui. Nella lingua corrente significavano:

ALCOLICI SUPERVIETATISSIMI VEZ SE VI SGAMIAMO LA BIRRA IN STANZA VI KICKIAMO FUORI E NON VI RIDIAMO NEANCHE I SOLDONI VEZ QUINDI STATE CAPITI VEZ

Rykkebasta e i suoi capivano e annuivano come avevano imparato a fare dai bambini di Raglan.
Poi verso le 9 uscivano tutti insieme con grossi borsoni vuoti, si dirigevano verso il negozio degli alcolici sotto l'ostello e rientravano mezz'ora dopo con i borsoni pieni che facevano *cling clang* come fossero pieni di vetro.

Alle 9 e 31 si trovavano nella stanza del vetturino per festeggiare: e tutti insieme brindavano con la birra e con il vino e con il whiskey e con la sambuca e giuocavano del giuoco del bere e ridevano ebbri della letizia e del bere e andavano e venivano dalla stanza liberamente come in un giorno di festa.

Anche Rykkebasta andava e veniva, e una volta che tornava dopo avere preso dalla propria stanza il pane (che si accompagna bene col vino) incontrava nell'ascensore una fanciulla.

La fanciulla guardò Rykkebasta e disse: "State forse facendo una festa?"

Rykkebasta sorrise alla fanciulla come uno che ne ha bevute due di troppo ma vuol far conto che va tciuccio bbene. Perciò disse soltanto: "No no, ho solo preso del pane"

Ma disse ancora la fanciulla: "Hai delle cose nei capelli"

Allora Rykkebasta si pose una mano in testa e in un momento si ricordò delle stelle filanti che qualcuno dei discepoli gli aveva posto sul capo in segno di letizia durante il giuoco del bere. Dunque guardò la fanciulla e disse: "Ah"

Poi si congedò e tornò nella stanza del vetturino.

Avrebbe voluto Rykkebasta avvertire i discepoli che forse un traditore si celava fra loro, e di stare in guardia dalla ragazza dell'ascensore. Ma come ebbe passato la soglia, di nuovo fu preso nel giuoco del bere, e di nuovo egli bevve e di nuovo fu ebbro, e nell'ebbrezza smemorò.

Poco più tardi si udì bussare alla porta. Poiché era giorno di festa, e dalla stanza si andava e si veniva come a uno piaceva, ci fu chi si alzò per andare alla porta.

Ma nelle nebbie degli alcoli alla mente di Rykkebasta fu concesso un lampo di lucidità, ed egli contò i discepoli nella stanza, e comprese che nessuno mancava, sicché sgomento concluse che quegli che aveva bussato non poteva essere dei loro.
Pensò allora di avvertire gli altri discepoli, e dire "non aprite, e se aprite, prima nascondete il bere".

Poi il suo occhio indugiò su alcune bottiglie affastellate sul tavolo, e sull'armadio, e sul comodino, e sul letto, e sotto il letto, e vicino al davanzale, e presso gli stipiti, e in altri punti che non si può dire. Allora Rykkebasta chinò il capo e tacque.

La porta fu aperta.

Prosegue in Giovanni 12.9, 13.1 - Apocalisse.


Morale 1
Quando le insegne di un ostello ti dicono di non consumare alcol nella stanza, tu non consumare alcol nella stanza.

Morale 2
Se proprio vuoi consumare alcol nella stanza, almeno mettilo in una borsa che non fa *cling clang* mentre passi davanti alla reception.

Morale 3
Comunque quando esci dalla stanza fai caso se non hai delle robe buffe tipo stelle filanti o coriandoli addosso che non sai mai chi si incontra nell'ascensore.





Now some men like a fishin', but some men like the fowlin'
Some men like to hear, to hear the cannonball a-roarin'
But me, I like sleepin', `specially in my Molly's chamber
But here I am in prison, here I am with a ball and chain, yeah.

lunedì 2 aprile 2012

Il brivido della differita pt. I - Venti(mila) chilometri al giorno

Ebbene sì, signore e signori: Rykkebasta è tornato - (mal)sano e (mica tanto) salvo, ma è tornato. La sua nemmeno tanto segreta speme di aggiornare il blog in viaggio si è infranta contro i prezzacci da nemico dei punti di accesso dell'Outback australiano - l'eco di una risata grottesca ancora risuona nei meandri dell'aeroporto di Alice Springs, nei pressi del computerino con offertona di 6 minuti di connessione allo smodico prezzo di 2 dollari - nonché contro l'evidenza che in Nuova Zelanda le ore della giornata sono sempre 24, ma per qualche ragione passano più in fretta che nel resto del mondo.

Ma Rykkebasta si è organizzato, ha preso appunti e ora che l'isolamento multimediale è finito condividerà con voi alcuni degli episodi e delle riflessioni più significative di questo viaggio.

Parliamo per esempio del cosiddetto Outback, o Fuoridietro come lo chiamano gl'inglesi.

Ricordiamo che Rykkebasta aveva salutato la east coast con un colorito cordiale messaggio per il suo vecchio amiconemico Zeus Pluvio.

Il messaggio, evidentemente, non è piaciuto.

Al primo campeggio lungo la strada per il centro rosseggiante, ecco larghe nubi grigie di disappunto formarsi oltre l'orizzonte a est, proprio mentre Rykkebasta e il suo compagno di viaggio Emmanuele-con-due-emme si apprestavano a inaugurare l'entrata nel deserto con una irriverente grigliata di pesce. E le nubi di tempesta s'accrescevano in larghezza e maestà, e ruggivano, e turbinavano, e cambiando forma e disposizione si disponevano a guisa di garrula tromba d'aria, nera come il fastidio degli iperurani e larga come una cosa veramente larga.
Mentre con spregio del pericolo i nostri sistemavano le poltrone pieghevoli in faccia al trombone nefasto e si accingevano a stappare le birre di quello che poteva tranquillamente essere il brindisi di commiato da una breve e ingloriosa carriera di ramingo, ma soprattutto mentre il vostro corrispondente da Cangurolandia preferito si rimproverava per non avere controllato il bollettino cronologico l'ultima volta che si era trovato in un borgo abitato, Rykkebasta lanciava la sua sfida finale al nume iracondo.


Fortunatamente, Mr Pluvio scaricava troppo presto e troppo lontano la sua ira tempestante, sicché quando vento e nubi raggiungevano la barca-camper dei Viandanti, del micidiale uragano promesso fu mantenuta la solita floscia, umida eppur sardonica e tignosa sgrullata.

Il giorno successivo, superati i confini del ridente Mount Isa - nel quale Rykkebasta usava la vecchia scusa del cappuccino piccolo per approfittare dei servizi di un bar, salvo scoprire che il cappuccino piccolo costava la smodica cifra 6 dollari e sapeva di malasanità, e oltretutto i servizi erano fuori dal bar dunque gratis - i Viandanti di cui sopra entravano nel Fuoridietro vero e proprio e imparavano a conoscerne la flora e la fauna.

La Flora:

-sterpaglie, cespugli e arbusti alti al ginocchio che sembrano tendere il ramo come a domandare un tramezzino al burro, o forse un goccio d'acqua minerale. Nulla più, per migliaia di milioni di miglia.

La Fauna:

-canguri, di varie forme e dimensioni, perlopiù disposti a guisa di poltiglia sanguinolenta ai margini della strada, presumibilmente dopo l'incontro poco amichevole con uno dei cosiddetti road-train - belve fameliche dalle ruote grandi come gorilla e dai vagoni innumerabili che viaggiano per le strade del Fuoridietro con la scusa di portare rifornimenti alle isolate desolate sconsolate cominutà locali ma invero con il segreto proposito di travolgere tutto ciò che si pone sul loro cammino - siano canguri avventati, turisti distratti o camper troppo lenti.

-aquile, falchi e altri rapaci, che in genere si cibano di ciò che resta dei succitati canguri, se il road-train di turno ha avuto la decenza di lasciarne qualcosa in più che una pozzanghera macilenta.

-dingo: segnalati da molteplici cartelli come pericolosi - non avvicinateli - soprattutto non date loro da mangiare - mi raccomando. A poca distanza da Alice Springs il vostro Rykkebasta, in piena catalessi da romantico-spuntino-solitario-davanti-al-sole-che-cala, ne incontrava uno appena fuori dal camper e, non riconoscendolo, gli offriva di condividere una mezza galletta al sesamo. Il canide annusava, disdegnava il boccone ma accettava due carezze dietro le orecchie, prima di sparire fra i cespugli. Rykkebasta finiva tutto beato il suo sciapissimo cracker contemplando il tramonto, salvo chiedersi con qualche istante di ritardo cosa ci facesse un cane dal pelo fulvo e il muso volpino senza collare nei pressi di un campeggio non custodito nel bel mezzo al deserto.

-serpenti, ragni & scorpioni: non pervenuti, ricatalogati alla voce "Animali che in Australia non esistono o sono innocui o comunque si fanno i cazzi loro ma tutti i locali ne parlano come di behemoth e leviatani per far cagare addosso i turisti boccaloni".

-mosche: le vere padrone dell'outback. Tante, aggressive e viola+++ a cinquantesimo livello. Non hanno rispetto per gli anziani, non hanno rispetto per i bambini e in effetti nemmeno per la gente di mezz'età. Ti volano in faccia mentre parli, mentre mangi e mentre respiri. I loro bersagli preferiti sono le narici e le orecchie, oltre che in generale tutti gli orifizi a portata di bzzz. Nella mia personale classifica dell'odio, alla sezione insetti, scalzano tutti i rivali comprese le zanzare e i pappatacci. Sono loro la vera incontrovertibile confutazione di tutte le teorie creazionistiche: se davvero un dio ha creato le mosche, si trattava senz'altro di un dio malvagio. Anzi, peggio: dispettoso.



Take one to the mountain
Take one to the sea
Take one to the belly of the beast
and then you'll take one with me

mercoledì 7 marzo 2012

Movin' Cruisin'

Premessa.

Non voglio trasformare questo blog - che nasce e vuole rimanere un mero sfogo personale privo di direzione specifica in un paese zoologicamente e talvolta culturalmente ostile - in uno di quei diarietti di viaggio del tipo 'uaaa sono stato qua e la' (e voi no) ho visto questo e quello yeeee (e voi no) o fatto quello li' e quell'altro la' uooooooo (e voi no) UAAAAA YEEEEEE UOOOOOOOO'. Quindi niente cerimonie: come al solito sorbitevi i miei sfoghi o soccombete in silenzio.

Fine premessa.

Molto rapidamente, che al solito il tempo fugge e io scrivo piano (ma sano e lontano): la permanenza di Rykkebasta e socio a Cairns e' durata il tempo di una birra e un acquazzone - piu' o meno equivalenti, da questa parte del globo. La mattina dopo si ritira la Batcasa, cioe' il camper 4wd supercompatto che ci fara' da mezzo di trasporto e abitazione per le prossime due settimane, e si parte verso l'estremo nord tropicale - vale a dire Cape Tribulation (un nome un perche') -- vale a dire Jurassic Park. Nei pochi giorni seguenti, Rykkebasta e il suo socio Emmanuele-con-due-emme impareranno alcune importanti lezioni sulla vita on the road, la natura (specialmente quando chiama) e i viaggi in camper.

Lezione numero A: regole per andare al bagno di notte nella giungla tropicale.

Una notte piovosa il vostro Rykkebasta si sveglia sotto lo sprone di basici istinti espletori (cioe' gli scappa la liquida). Fuori dalla Batcasa piove e Rykkebasta, animale pigro, non ha voglia di bagnarsi per andare al bagno - disolcato alla distanza esorbitante di quasi trenta passi e attorniato da minacciose pozze di fanghiglia tiepida - ma nemmeno di bagnarsi diversamente per non esserci andato. Guidato dal suo daimon fortunato, si infila gli scarponi da montagna, scende dal camper, battezza un albero dalle larghe protettive fronde e si avvicina. Poi l'albero non gli piace piu', ne battezza un altro e si avvicina. Ma gli piove proprio sul coppino, quindi si avvicina un pochino di piu' al tronco per cercare la protezione delle latifoglie. A quel punto alza la testa e a un palmo dal naso vede una cosa leggermente dorata fatta a maglie che sembra una ragnatela.

In effetti, e' una ragnatela.

A quell'altro punto alza un altro po' la testa e a un palmo e un po' dal naso vede LA CREATURA. LA CREATURA e' un essere con otto zampette nere e il corpo giallo grosso come un dito grosso ma piu' brutto e ho gia' detto otto zampette nere e grassocce e otto e soprattutto i dentini nero-morte-su-cattiveria che si vedono benissimo contro il verde delle foglie e ancor piu' soprattutto gli occhi delLA CREATURA che forse Rykkebasta si sbaglia ma gli sembra che lo guardino e gli dicano - 'G'day mate!' - o forse 'sei nel mio territorio e ora ti mordo il batacchio'. Clicca qui per ulteriore terrore.

La morale della storia e' che Rykkebasta va a fare la pipi' un po' piu' in la'.

La regola per andare in bagno di notte nella giungla invece e' NON ANDARE IN BAGNO DI NOTTE NELLA GIUNGLA. Mai.

Lezione numero B: quando ti parlano devi stare attenzione

L'incontro ravvicinato viene riportato con generosita' di dettagli e vivacita' di toni alla scafatissima custode del campeggio, manco Rykkebasta avesse visto Predator che fumava la pipa in giardino. La signora che con Predator ci gioca a ramino tutte le sere e ha anche la sfrontatezza di batterlo liquida il racconto con un sommario 'ah si', ne avevo una anche nel giardino prima (ma non fumava)' e ci racconta una storia sulla tela delLA CREATURA in questione.

'...e se toccate la ragnatela [Rykkebasta se lo scrive fra le cose da fare] vedrete che la bavaccia del Golden Orb e' il materiale piu' resistente al mondo, anche piu' dell'acciaio... [ah, ecco qual era il ragno che ha punto Spiderman, pensa Rykkebbasta] ...infatti alcuni scienziati sono riusciti a isolare la proteina della ragnatela...[aspetta, ha detto proprio la proteina della ragnatela? o era la proteina del ragno?] ...quindi mungono le capre modificate e prendono via il latte... [ASPETTAUNATTIMINO non stavamo parlando dei ragnacci? quand'e' che hanno modificato la capra? e perche' la mungono? mannaggia a me che penso sempre mentre gli altri parlano, devo stare piu' atten--] ...e in questo modo si ottengono i giubbini antiproiettile della polizia americana.'

Ampi cenni, amplissimi sorrisi, grazie e arrivederci. Nota per se stesso: smettila di pensare quando gli altri ti parlano.

Lezione numero C, che in effetti non e' una lezione ma una lettera a Zeus Pluvio, riguardo agli acquazzoni improvvisi nel giorno in cui si era prenotata una costosa crociera per la solitamente soleggiata Whitehaven Beach, tenuto conto delle possibili ritorsioni alla vigilia della partenza per il desertico eppur piovoso e certo insidioso outback australiano


Caro Zeus Pluvio,

VAFFANCULO


Con cordialita', ma neanche poi tanta,


Rykkebasta


Realms of the shadows bring me no fear
I may stand or be beaten and torn
The mountains will stand. But the life of a man
Was decided long before he was born